lunedì, settembre 18, 2006
I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-E. Senza parole, un concerto strepitoso
giovedì, settembre 07, 2006
"Ahh...sua maestà Tommaso ci degna della sua presenza". "Cazzo eri finito? Sotto terra?". Me la aspettavo. Ero preparato a questa accoglienza, persone che per certi periodi vedi tutti i giorni improvissamente non te le caghi per due settimane. Ma puttana eva avrò la possibilità, quando esco la sera, di vedere chi cazzo mi pare: non conta se ci conosciamo da quindici-vent'anni non è detto che ci dobbiamo sentire tutti i santi giorni. La gente cambia, io per primo e quello che sono ora non si concilia con quello che è certa gente che ero abituata a sentire e vedere spesso, quasi sempre. Sono quasi totalemente convinto che questa insofferenza sia dovuta a ciò che mi è capitato negli ultimi mesi. Ma dato questo a prori, non mi si deve rompere i coglioni se mi comporto in un certo modo: non è che esco, sto' chiuso in casa e non mi faccio vedere. Vedo chi voglio vedere, vedo chi sento più vicino, chi mi è stato più vicino negli ultimi mesi, che sono paradossalmente gli amici che conosco da meno tempo. "Noto una punta di delesione nelle tue parole". "Cazzo sì, caro il mio interlocutore immaginario, non ti aspetteresti anche tu un appoggio forte, una presenza di sostegno costante dai tuoi migliori amici in un momento di particolare difficoltà?". "Beh sì...". "Quindi mi permettidi essere incazzato".
venerdì, settembre 01, 2006
EPIFANIA Quell'odore....quel bruciore agl'occhi...quella lacrima....salto nel passato. Ieri sono andato allo stadio per vedere quella fuffa di Torneo Tim tra Milan, Inter e Juve. Il gruppo, o per meglio dire il terzetto, era ben assortito: io rossonero, la Paola nerazzurra e Jonny gobbo. Non appena arriviamo nel piazzala davanti a San siro notiamo subito che c'é agitazione: urla, gente che corre, fumo e sbirri. Si stanno caricando. C'era da aspettarselo dato che quella di ieri era l'unica occasione per le tifoserie milanesi di incontrare gli juventini durante questa stagione. ed é proprio nel piazzale dello stadio che é avvenuto il mio salto nel passato, la mia epifania alla James Joyce. In maniera automatica, non appena sono stato raggiunto dal fumo dei lacrimogeni, la mia mente é tornata a quel fine autunno del 2000 quando ho vissuto la mia stagione no-global. Ed allora il ricordo del viaggio in treno per andare a Nizza, la polizia che ci ferma alla stazione di Ventimiglia, la notte passata seduti alla dogana con duecento sbirri in assetto anti-sommossa schierati cattivi peggio dei giocatori neozelandesi di rugby davanti al tunnel per la Francia, il ritorno in stazione, gli scontri con gli sbirri, il limone sotto gli occhi che non serve a una beneamata sega contro i lacrimogeni e altri flash. Poi per fortuna sono arrivato alla biglietteria: "Tre per il secondo rosso".
navighiamo su fragili vascelli