venerdì, marzo 31, 2006
...E SONO 5000.

Grazie a tutti coloro che sono passati di qua e che continueranno a farlo in futuro.
giovedì, marzo 30, 2006
Oggi non ho voglia di parlare...e quindi scrivo. Oggi non ho voglia di vedere nessuno...e quindi passo la giornata davanti al computer dove al massimo ci sono io riflesso nello schermo. Tenterò di ignorare le persone che lavorano con me.
Ci sono cose che pensi che non possano succedere a te, le vedi nei film, le leggi nei libri, le vedi capiatre ai tuoi amici e ti dici "a me non succede". Poi succede, ti cade tra capo e collo, ti ci ritrovi invischiato fino alla gola...e lì sono cazzi. E ti ritrovi improvvisamente solo anche in mezzo a una mirirade di gente, anche amici, che festeggiano non si sa bene cosa. Ah..gli amici..persone che non senti più vicine come prima perchè tu sei cambiato e loro no, e anche loro ti sentono più distante perchè ti vedono diverso e allora ti attaccano e tu non vedi l'ora che si laureino, facciano le valigie e se ne vadano a fare in culo in Australia come da sei mesi a quasta parte professano di fare. Andate, andate cazzo così non avrò più nessuno con cui dover indossare una maschera.
martedì, marzo 28, 2006
Dio mio che fatica, mi sto riprendedo adesso, solo ora dopo due giorni, anzi quasi tre. Il fatto: sabato sera era, a Milano, la notte bianca, o Festa di primavera o comunque vogliate chiamare quella puttanata per cui alcuni negozi in centro sono aperti tutta la notte come anche musei teatri e altri monumenti, i mezzi pubblici funzionano fino all'alba e vengono organizzati vari eventi fighi. Il concerto di Mtv con gente come Lee Ryan, Gemelli Diversi e altre merde musicali affini vi sembra una roba figa? Fatto sta che era uno degli eventi più importnti della serata, piazza Duomo invasa da un orda di gente, ragazzine urlanti, ragazzini scolgionati, ma anche gente di qualsiasi età che per dire "anch'io ho fatto la notte bianca" ha assistito allo strazio organizzato dalla tv musicale. Va beh....
Comunque...ispirati dai recenti fatti spagnoli i giovani milanesi, tramite un fitto giro di mail e passaparola, decidevano di ritrovarsi alla colonne di San Lorenzo muniti di alcolici propri e altri generi di conforto per protestare (!?!) contro il caro locali: anche a ragione visto che io con otto euro ho comprato una bottiglia di rum abbastanza decente e una di Coca trasformandole in più di due litri di buonissimo Cuba Libre, e che con gli stessi otto euro in molti locali della mia città non riesci neanche a prendere un bicchiere del medesimo cocktail, abbondantemente annacquato e allungato col ghiaccio. Risultato: un intero quartiere di Milano (zona ticinese) invasa da ventenni e affini, traffico praticamente bloccato come in gran parte del resto della città, e scene di delirio collettivo, risse sfiorate dettate dall'alto tasso alcolico e altro ancora.
Personalmente ho passato la serata a incontrare gente, equamente divisa tra qualcuno di rinomato e visto forse troppe volte e alcuni (compagni di liceo) che non si vedeva da tanto tempo, costantemente con i due litri di Cuba Libre in mano. Risultato: sono tornato a casa alle sette del mattino (ci si è messa anche l'ora legale) camminando dal Ticinese fino a casa (Piola) completamente ubriaco, moderatamente divertito.
Post(umi) Scriptum: coma da due giorni
giovedì, marzo 23, 2006
SENZA PAROLE
Qui si sta superando il limite: ''La signora Sgrena prima di parlare di Quattrocchi deve sciacquarsi la bocca''. Attribuendo la morte di Nicola Calipari a Giuliani Sgrena la Consulta Etico-Religiosa di Forza Italia entra nella polemica sollevata oggi dalle dichiarazioni della giornalista del 'Manifesto'. ''Nicola Calipari mori' a causa della signora Sgrena - afferma la consulta di Forza Italia - che ando' in Iraq da militante piu' che da giornalista e che fu rapita da quelle persone per cui ancora oggi combatte : terroristi che definisce resistenti, mentre per lei e per gli amici di Prodi Quattrocchi era un mercenario''. ''A questa signora che soffre della sindrome di Stoccolma rispondiamo una volta per tutte dicendo che non ci piace e non ci fa simpatia. Grazie alla sua imprudenza un uomo dello Stato e' stato ucciso - si legge ancora nel comunicato - ed oggi le sue parole su Quattrocchi sono solo il raglio di chi pensa che i terroristi abbiano le loro buone ragioni, salvo poi piangere ed implorare l'intervento degli odiati occidentali quando se ne ha bisogno''.
mercoledì, marzo 22, 2006
Ritorno incazzato sulla questione della medaglia al valore civile conferita da Ciampi su proposta di Pisanu a Fabrizio Quattrocchi, il mercenario ucciso in Iraq che morendo disse :"Così muore un italiano". Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto rapita e liberata un anno fa, ha espresso il suo dissenso sul conferimento dell'onoreficenza, in quanto 'Non si
conferisce un'onorificenza per come si affronta la morte. Di fronte alla morte, a quel tipo di morte, tutte le reazioni hanno uguale dignita'. Uno che va a fare il mercenario non merita una
medaglia, la stessa medaglia che e' stata conferita a Nicola Calipari''. Grandi reazioni a queste frasi soprattutto da parte degli esponenti della destra. Riporto così come sono uscite sulle agenzie.
La Russa: "Dopo aver dato del mercenario aFabrizio Quattrocchi, Giuliana Sgrena ci fa pentire di aver gioito per lei nel giorno della sua liberazione. Una persona del genere merita se non disprezzo, solo indifferenza".
Landolfi (ministro delle comunicazioni): "Per i comunisti come la signora Sgrena deve essere un desiderio insopprimibile tentare di sporcare anche le cose piu' sacre, perfino la morte eroica di un
uomo normale. Ancora piu' stomachevole è il fatto che la stessa Sgrena non provi vergogna a parlare dall'alto dei suoi diritti d'autore, mentre il destinatario delle sue infamie è due metri sotto terra"
Santelli (sottosegretario alla giustizia): Giuliana Sgrena si vergogni delle sue parole e dei suoi giudizi. Il coraggio e la dignità dimostrati da Fabrizio Quattrocchi nel momento della sua esecuzione hanno toccato il cuore degli italiani. Forse non quello di una giornalista faziosa come lei".
martedì, marzo 21, 2006
IN LODE DELLE NOTE
Io con la musica ci vivo, e da che mi ricordo sempre c'ho vissuto. Ogni momento è quello buono, anche perchè in qualsiasi situzione uno si possa trovare, c'è sicuramente la musica adatta a farne da colonna sonora. Sono pochissimi i miei ricordi e le mie esperienze che non sono legati ad una canzone o ad una melodia, e a volte questo si rivela un dramma. Ad esempio quando mi capita di ascoltare Dentro ai miei vuoti dei Subsonica sono grandi lacrimoni che sgorgano dagli angoli degl'occhi. Questa sorta di epifania musicale mi capita anche con canzoni che non mi piacciono o che odio profondamente come alcune di 2pac che mi ricordano la bacanza di Spagna, quando quel cogliione di rapper morto sparato era l'unica musica che si poteva ascoltare dato che il possessore della radio aveva instaurato la sua dittatura audio. Non parliamo di De Gregori, Dalla, Jethro Tull, Creedence, Deep purple e soprattutto Fabrizio De Andrè, che furono colonna sonora della mia infanzia quando il mio babbo lavorava a casa. Anche al lavoro più o meno costantemente ho la musica sparata nelle orecchie, cosa che mi isola dal resto della redazione, ma chissenefrega. Dormirei, mangerei, scoperei con le cuffie.
"Che cosa ti piace della musica?" "Tanto per cominciare....tutto!" (Almost famous)
lunedì, marzo 20, 2006
A Fabrizio Quattrocchi sarà conferita la medaglia al valor civile. Lo ha deciso Carlo Azeglio su proposta del ministro dell'interno Pisanu. Contrario, totalmente contrario. Lo Stato italiano riconosce il valore di un cazzo di mercenario, andiamo bene, dai continuiamo così. Vaffanculo
venerdì, marzo 17, 2006
Domani sciopero nazionale dei quotidiani, agenzie di stampa e siti internet. Non prendetemi per uno scansafatiche, ma domani di lavorare non c'avevo proprio cazzi. Questo scipero è una manna, tanto più che tra i motivi della lotta c'è anche tutta la questione dei precari e di coloro che sono assunti "a babbo", di cui io sono un esempio lampante
giovedì, marzo 16, 2006
Adriana Lima, la modella brasiliana superfiga, nota ai più per gli sticchevoli spot della Tim, in cui per più di un anno se la faceva annusare al tipo e poi sul più bello se la filava a gambe levate, poi si sposano e lei diventa una lesa con le "quattro paperelle", ha dichiarato di essere vergine a 25 anni. Ma dai, non ci crede neanche lei quando lo dice. Non perchè una a 25 anni non possa essere vergine, ma perchè una così...Luoghi comuni? Maschilismo? Non lo so io non ci credo, punto.
lunedì, marzo 13, 2006
UN POMERIGGIO DI PASSIONE
Chi mi segue da un po' forse ricorderà quando annunciai che avevo preso in comproprietà con il mio fido compare Niccolò una mini-moto. Poco più grande di un triciclo e potente quanto uno scarso garelli 50, la suddetta si presentava giallo limone fiammante con le cromature grigio metallizzate. Avevo anche annuciato che in fase di radaggio ci saremmo diretti nel parcheggio di un cimitero nella zona sud est di MIlano, dove la sera non passa, per evidenti motivi, una beneamata sega di nessuno, e dove avremmo potuto compiere le nostre scorribande sulla Giallona in modo assoltamente libero e selvaggio senza che il rombo del motore (incredibile che una cosa così piccola possa fare un tale casino) arrecasse distrubo a nessuno tranne a chi non è più tra di noi. Forse macabro, ma totalmente funzionale allo scopo.
Ieri, data la splendida giornata, considerato che non avevamo nulla da fare, io e il mio fedele compagno di scuderia ci siamo diretti ad un kartodromo (550 metri di circuito) per il primo appuntamento in pista, dove avremmo potuto sfogare la nostra voglia di velocità e pieghe in curva. Giunti sul posto e tirato fuori dal baule il mezzo, ci siamo resi contro che tutto intorno a noi c'era una massa di scimmiati per mini-moto, kart e articoli di questo tipo. Per fare degli esempi basta dire che molti erano attrezzati con tute di pelle da motociclista professionista, di quelle con le cosiddette saponette su gomiti e ginocchia e con la gobba sulla schiena. Noi l'unica cosa che avevamo di giusto era il casco integrale, trovato per caso in cantina e anche incredibilmente grande per le nostre teste. Per il resto il nostro abbigliamento da centauri consisteva in jeans, felpa, sciarpa, giacchettina primaverile contro il vento e dulcis in fundo guanti da neve. Per non dire della gente che aveva taroccato la moto in modo indicibile, oltre ad averla addobbata con i peggio adesivi, cosa che non aspetteremo molto a fare anche noi. Prima di scendere in pista ci siamo intrattenuti con un tipo che aveva la nostra stessa moto, almeno così c'ha detto lui perchè all'apparenza era completamente diversa. L'aveva comprata sabato scorso, aveva saltato il rodaggio, ancora prima di accenderla aveva già cambiato candela, carburatore, corona posteriore e altre cose, e ieri era la prima volta che l'usava in pista e in settimana aveva deciso di rivenderla. Io e Nico ci siamo guardati e siamo giunti alla stessa conclusione: questo non c'ha un cazzo da fare nella vita.
Mi è toccato l'onere e l'onore di girare per primo, e quindi ho trascorso il mio quarto d'ora (tanto durava un turno per le mini-moto) tentando di fare del mio meglio, tirando la moto quanto possibile e cercando di fare le traiettorie e le pieghe meglio che potevo. Obiettivamente la moto andava la metà, e forse anche meno, di quando scannavano le altre. La gente mi sorpassava da tutte le parti era un delirio. Comunque mi sono divertito come un pazzo e 15 minuti sono volati in un lampo. Dopo di me è salito in sella Nico che da parte sua non stava più nella pelle. Ha iniziato a girare con la pista forse ancora più affollata di quanto non lo fosse già durante il mio turno. Ad un certo punto la Giallona si trovava nel rettilineo opposto a quallo di arrivo quando è stata superata con una certa arroganza da una sorella. La cosa che forse ha ferito la nostra è il fatto che il sorpasso sia avvenuto su una ruota sola. La Giallona ha indubbiamente accusato il colpo, è riuscita con grande forza d'animo ad arrivare alla fine del giro e stoicamente Nico l'ha portata ancora avanti, ma la ferita era troppo profonda e dopo la prima curva mi è caduta in depressione e si è spenta. Nico ha provato in ogni modo a rianimarla, ma non c'è stato niente da fare: la Giallona si è sucidata bruciando la frizione.
Il resto del pomeriggio lo abbiamo passato nel magazzino di Nico a smontare la moto per arrivare al problema. Dopo aver tolto la carena, staccato il serbatoio, marmitta e smontato il motore, al momento di svitare l'ultimo pezzo per arrivare dove si trova la frizione, abbiamo scoperto che non eravamo in possesso dell'attrezzo adatto allo scopo. Ora la Giallona se ne stà là, nuda, senza un corpo proprio, in attesa.
venerdì, marzo 10, 2006
Ok, la domanda per l'Erasmus l'ho compilata, firmata e presentata con tutto il necessari. Ora si tratta solo di pregare, ma tanto.
giovedì, marzo 09, 2006
Sono in coma. Magazzini generali, abbiamo fatto chiusura, tornato a casa alle cinque e mezza. Alle otto e mezza stamattina sono stato svegliato dall'aspirapolvere che bussava alla mia porta. Il calcolo è presto fatto tre ora di sonno, e poi al lavoro. Non credo che arriverò a fine giornata senza collassare sulla scrivania e sulla tastiera del computer.
martedì, marzo 07, 2006
SALTI DI VENTO
In realtà non è che muoia dalla voglia di scrivere oggi, come anche nei giorni precedenti. è che in questo fine settimana, oltre ad aver dovuto lavorare sabato, mi sono anche prodigato in serate pazze e svariate attività, alcuno poco impegnative dal punto di vista fisico, andare al cinema, altre decisamente più faticose, domenica mattina prima di pranzo un'ora e mezza in piscina. E quindi sono fisicamente devastato. Ma il culmine lo si è toccato questa mattina, quando di buon ora mi sono destato da un sonno caldo e accogliente e dopo una strenua lotta tra me e me mi sono deciso a inforcare la mia bici per andare a registrare il voto di informatica (un sudatissimo 20 al quarto tentativo, esame di merda!). Il problema è che sono daovuto andare dalla prof a lezione, e quindi si trattava di raggiungere la sede distaccata dell'università, che si trova dall'altra parte della città: tempo stimato in bici 35 minuti. In più ci si è messo il vento gelido che oggi soffia su Milano e che manco a dirlo soffiava in direzione contraria durante il viaggio di andata. L'unica consolazione che avevo, oltre al fatto che così completavo la prima pagina del mio libretto universitario, eta che al ritorno, percorrendo la stessa strada, avrei avuto il vento favorevole. Manco per il cazzo, il vento ha girato, si è fatto ancora più forte e gelido. E domani uguale. Ma alla fine se volgio provare ad andare a studiare a Madrid qualche sforzo e sacrificio dovrò pur farlo, no?
David Bowie_When the wind blows
venerdì, marzo 03, 2006
Sono incazzato nero. Ma porca troia una volta che uno ha un servizio, una cosa interessante da scrivere, niente. In questo giornale si lavora sul culo, uno la mattina ti dice "va bene fai per i prossimi giorni 32 righe con foto" "ok bella grazie", poi apro il giornale la mattina dopo e vedo che c'è già un articolo sullo stesso argomento, 24 righe con foto. Ma allora che cazzo fate mi pigliate per culo, che cazzo sono scemo. a che minchia di gioco state giocando? Poi se ti dico che che conosco molto bene i protagonisti della vicenda e che posso avere delle informazioni diverse da quelle che chiunque può leggere sui comunicati stampa o sul sito internet (cazzo chi organizza sta cosa è la mia ex) vaffanculo perchè devi far scrivere l'articolo al primo stronzo che non sa una beneamata sega. Ma qui è così, in questo giornale le notizie non importa riportarle bene, basta che qualcosa venga fuori, se potesse uscire qualcosa di meglio magari due giorni dopo (rispetto a una cosa che scade alla fine del mese: quindi non c'è assolutamente fretta), no mi dispiace: E allora fottetevi tutti.
Alice in chains_Angry chair
giovedì, marzo 02, 2006
Perché il destino ha voluto che mia madre sia un fan sfegatata di Michele Zarrillo?Perché? Cosa ho fatto di male per meritarmi una punizione simile?
NOSTALGIA
ieri sera sono andato al cinema e ho visto Le tre Sepolture, il primo film da regista di Tommy Lee Jones.Molto bello, toccante, ma soprattutto mi ha fatto venire una voglia di tornare in Messico che non sto più nella pelle. Voglio tornare in Messcio!!!
navighiamo su fragili vascelli