martedì, gennaio 31, 2006
Qui le cose sono due: o il mio computer è impazzito o splinder ha combinato un altro dei suoi proverbiali casini. E allora io pongo la domanda, perchè alcuni blog sono rimasti leggili a dimesione normale, mentre altri si sono rimpiccioliti da un giorno con l'altro e la dimensione dei caratteri è diventata quella di un'unghia incarnita di una formica zoppa. E ancora perchè alcuni blog li leggo ormalmente ma quando volgio commentare mi si rimpiccoliscono i commenti.
P.S. andate a visitare il blog della profe che ha cambiato vestito e ora in viola e rosso è molto chiccoso.
AGGIORNAMENTO (non avevo volgia di scrivere un nuovo post)
Sono un coglione, bastava andare sul menù di explorer e cambiare la dimensione del carattere
Depeche mode_A question of lust
sabato, gennaio 28, 2006
BRAVEHEART CI FA UNA SEGA
Ieri sera si sono raggiunti dei livelli di violenza e agonismo mai visti prima, almeno in piazza Leonardo. Il campo era perfetto: una grossa piazza, con una sola strada che l'attraversa, completalenete ricoperta di neve soffice e pronta per essere scagliata con ardore contro i propri avvversari. All'inizio fu scontro fratricida, a tradimento si colpivano gli amici che magari erano girati dall'alatra parte o si stavano fumando una sizza. A vote l'accanimento era totalmente gratuito e si passava anche alle mani, con placcaggi degni dela finale del Superbowl. Ogniqualvolta passava un tram avveniva la chiamata alle armi e il malcapitato mezzo pubblico veniva bersagliato, contando che noi eravamo al nostro massimo almeno in 25, due palle a testa, fate voi i conti....Ad un certo punto un tram si è fermato e il tramviere si è messo a afre a palle di neve. Ma la parte più bella è stata quando si è fermata una macchina, una golf vecchissimo modello, da cui sono usciti inspegabilmente sette cristiani (sembravano non finire mai di uscire), i quali forse non accortisi di quanti eravamo ci hanno bonariamente attaccato. Al che noi abbiamo risposto al fuoco e in poco più di una manciata di minuti li abbiamo costretti alla resa. Sono rientrati in macchina (ancora adesso a distaza di ore mi chiedo come potessero starci) e sono ripartiti, ma dopo pochissimi metri si sono fermati, sono ridiscesi dalla macchina e hanno ricominciato. Dei grandissimi. Ma..(c'è sempre un ma) per sbaglio o consapevolmente una palla di neve è disgraziatamente finita su un furgone bianco di quelli un po' alti che in quel momento passava in mezzo al fuoco incrociato. Si ferma, il giudatore ciccione scende incazzato e testuali parole chiede imbruttito: "chi è stato a tirare una palla di neve?" Ve lo giuro ha fatto questa domanda. Un coro di "io" è sorto spontaneo euna selva di braccia si è levata verso l'alto. Il tipo si è innervosito e dopo che una nostra mediazione non è andata in porto ("io ho finito di lavorare, è mancanza di rispetto" "ma ascolta le abbiamo tirate anche ai tramvieri che STAVANO lavorando" " non me ne fraga un cazzo degli altri volgio sapere chi è stato che ha colpito il mio furgone" " ma che cazzo ne sappiamo, siamo qui in trenta, potrebbe essere stato chiunque" e via così) ha chiamato la polizia, dicendo che gli avevano tirato una palla di neve,e si è messo lì ad aspettare con il suo furgone in mezzo alla strada. Volevo tropoo vedere il tipo del 113 che risponde al telefono e gli chiedono di intervenire perché un furgone è stato compito da UNA pala di neve (perchè il tipo al telefono ha precisato che era stata UNA). comunque dopo una buona mezz'ora passata da aspettare una volante che non sarebbe mai arrivata (a Milano le volanti degli sbirri per l pronto intervento sono solo 6, tra l'altro pochissime, quindi....) uno di noi lo ha convinto ad andarsene. C'è stato anche un confronto in campo aperto con un gruppo dall'altra parte della piazza: ognuno di noi armato di due palle, avvicinamneto in formazione prima lento poi sempre più veloce, urla intimidatorie, provocazioni e poi tutti insieme di corsa contro il "nemico" proprio come nella battaglie che si vedono al cinema tipo gladiatore o braveheart. Era un saco di tempo che non mi divertivo così. E poi per finire una bella Guinnes al calduccio del pub sotto casa.
Jimi Hendrix_Voodoo chile
venerdì, gennaio 27, 2006
INSURREZIONI NELLA BUFERA
Non accenna a smettere, nevica senza sosta da ieri mattina alle otto e mezza e promette di andare avanti fino almeno a stasera, se non oltre. E allora la gente si prende male e si innervosisce. Ieri sera ad esempio ho assistito per la prima volta d un'insurrezione popolare di un gruppo di pendolari (più di 400 persone) che avevano praticamente occupato la stazione di Lodi, perchè i treni erano in ritardo o erano stati soppressi. Gente incazzata che minacciava di occupare i binari e feramre i treni se non si trovava una soluzione e se la prendeva con tre incolpevoli agenti della polizia ferroviaria che non c'avevano nulla a che fare, nè con la neve, nè con i ritardi. Sono anche scattati i cori contro gli sbirri, di quelli che si cantavano durante le manifestazioni al liceo. A vederla da fuori, senza essere coinvolto in quel casino (il mio treno aveva il suoi solito buon quarto d'ora di ritardo ma niente di più) è stata una scena divertentissima. Poi ieri sera mi è toccato prenderte la macchina "bella" perchè il pandino rosso era stato miseramente abbandonato da mia madre al lavoro, incapace di tirare fuori la macchina dal parcheggio. Guidare in mezzo alla bufera è stato una figata, finalmente con la possibilità di ascoltare un cd (la mia panda è rimasta ancora alle cassette). Poi altra consueta serata alcolica con due medie weis all'attivo e qualche bicchiere di porto per chiudere in bellezza. Tutto molto bello, anche perchè la compagnia era speciale. E poi, ciliegina musicale finale, distrattamente mentre cercavo parcheggio ho messo la radio e gli enormi spazi della macchina è risuonata una canzone meravigliosa di un gruppo meravilgioso...
Pink Floyd_Shine on your crazy diamond
mercoledì, gennaio 25, 2006
POST UNIVERSITARIO
Sono finalmente riuscito venire a capo dell'esame più stronzo che esista, almeno nel mio corso di laurea: FISU, fondamenti di informatica per le scienze umanistiche. Praticamente si tratta di sapere quello che un computer fa, nel senso di procedimenti interni alla macchina, e saperlo scrivere su un foglio di carta. Una merda. Un delirio. L'esame si compjne di due parti, una scritta e poi una volta passato lo scritto la presentazione di un progetto che consiste nella creazione di un sito internet. Lo scritto è il vero problema: io personalmente l'ho dovuto fare quattro volte prima di accettare un mkisero 18, ma alla fine che minchia me ne frega. Il mio compare Giò l'ha superato solo al dodicedimo tentativo, anche lui con il voto minimo. Oggi io e il mio fido compagno abbiamo presentato il sito, una techa musicale. Io non ho aperto bocca, ha fatto tutto Giò e abbiamo portato via altri due punti, totale 20. E andiamo. In compenso oggi facendo il piano di studi ho scoperto che mi mancano nove esami prima della laurea, sono ancora un botto cazzo.
Motel connection_Light of the morning
lunedì, gennaio 23, 2006
Mi fermo a pensare. E fa male. Fino a qualche tempo fa mi piaceva molto chiudermi in me stesso a pensare, nella mia intima solitudine malinconica, con la consapevolezza che poi qualcuno fuori c'era sempre, gli amici, la famiglia, gli impegni. c'era sempre qualcosa o qualcuno che poi riusciva a non farmi pensare. Ora la situazione è più problematica: i pensieri sono più o meno gli stessi, con l'aggravante che è passato un po' di tempo, ma i problemi sono altri. Il guaio è che fuori non c'è quasi niente che possa farmi sentire meglio e tento in ogni modo di tenere occupata la mente, con occupazioni che non mi danno soddisfazioni, perchè se mi fermo troppo a pensare sono dolori. Qui la situazione è grave, molti amici non ci sono più, non nel senso che sono morti, ma sono lontani geograficamente, e molti altri, quelli che una volta erano a me più vicini, ora sono lontani come comportamenti e discorsi e abitudini, ma in questo caso sono io che mi sono allontanato e non riesco più a tornare indietro. Quando si cambia sono cazzi amari per tornare indietro. Poi anche quando arrivano delle possibili situazioni buone, la possibile intervista a sgarbi è una di queste, si rivelano un mezzo fiasco, anche perchè tutto si esaurisce in cinquanta righe piene di errori perchè chi corregge i pezzi non è in grado di farlo. E poi ti ritrovi a passare un sabato sera a casa di un amico a giocare a poker e a non divertirti, non tanto prechè perdi tutti i soldi che hai giocato in poco più di un'ora, ma perchè non c'hai la testa e dopo le uniche possibilità che ti si parano avanti è rimanere lì svaccato sul divano a guardare un film di guerra bello ma già visto almeno tre volte o andartene a casa a dormire sapendo che per le successive due ore non riusciresti a dormire e vengono fuori i pensieri pesanti. Pesante, è una situazione pesante che non so ancora per quanto tempo riuscirò a sopportare.
Michael Nyman_The piano
sabato, gennaio 21, 2006
IL SIGNOR VITTORIO SGARBI
Grazie a dio qualche volta esce dal cilindro magico del caso un'occasione di quelle buone per far vedere quanto vali e per farti assoporare il gusto di questo lavoro. Ultimamente le occasioni erano state veramente poche, per non dire nulle. Ma improvvisamnete ieri eccone una che non mi sono lasciato sfuggire. Metto piede in redazione come al solito verso le due e il mio capo mi dice che alle sei alla Bilbioteca Sgarbi presenta due quadri che si aggiungeranno alla mostra che è in esposizione a Lodi da un paio di mesi da lui (Sgarbi, non il mio capo!) allestita, e se posso andare io alla presentazione he nessuno ci può andare. Io: "Cazzo se ci vado io". Bella Tommy, finalmente qualcosa si muove. ISono sovraeccitato. Mi prendo talmente bene che mi attacco ad internet per sapere tutto quello che c'è da sapere su Tiziano e Ligabue (il pittore non il cantante!), gli autori delle due opere che saranno poi presentate. Già mi vedevo che rompevo il cazzo a Sgarbi. Telefono persino ad una mia amica esperta d'arte (costi non ti montare la testa) se sapeva qualcosa. Comunque ero carico come una molla, pronto per spaccargli il culo a forza di domande. Come è andata alla fine? Quello stronzo vanesio egocentrico si è presentato alle sette con un'ora di ritardo ("Mi scuso con loro per il terribile ritardo, ma la nebbia era tremenda" queste le sue prime parole) e ha iniziato a parlare di tutt'altro, della nuova mostra che è rimasto ad allestire fino alle cinque di notte a Rovigo, si è fatto un po' di pubblicità, se l'è tirata come mai, ha citato nomi su nomi di critici e artisti famosi che lui conosce fin da quando è ragazzo e solo dopo mezz'ora ha iniziato a parlare dei quadri, ma non dei quadri che era lì per presentare. Un po' a malincuore alle sette e mezza me ne sono dovuto andare perchè a meno che non volessi tornare a Milano dopo le dieci e mezza, avevo solo 25 minuti per scrivere un pezzo di oltre cinquanta righe, più titolo e due sommari, prima di precipitarmi in stazione. Ce l'ho fatta. E cosa più importante oggi quando sono arrivato al lavoro ho ricevuto grandi complimenti dal mio capo per essere riuscito a fare tutto in pochissimo tempo, per averlo fatto molto bene e per aver scritto un "signor articolo". Cazzo sono soddisfazioni. Almeno qualche volta..
Mark Lanegan_El sol
venerdì, gennaio 20, 2006
Va beh...vado ad intervistare Sgarbi e torno per scrivere l'articolo
giovedì, gennaio 19, 2006
DISAVVENTURA DI UN GIOVANE PENDOLARE
Ora so che parlare male delle Ferrovie dello Stato è indubbiamente uno degli sport preferiti dagli italiani, un po' come prendere per il culo gli interisti o lamentarsi che avere Berlusconi al governo è una merda di situazione (due tra i miei passatempi preferiti). Io non insulterò, non le manderò a dire a controllori e macchinisti, operai e dirigenti delle Fs, mi limiterò a raccontarvi una serie di disavventure che da qualche tempo a questa parte mi sono accadute, da quando cioè anche io faccio farte di quella fetta sfigata di popolazione che per andare a lavorare prende il treno: il pendolari.
Dunque da dove inziare, direi dall'ultima in ordine di tempo: l'altro ieri il treno per tornare a casa, orario teorico 20,13, proveniente da Parma, quindi un'ora di treno da Lodi, ha fatto il suo ingresso in stazione alle 21,27. Ogni cazzo di giorno mi tocca di mangiare in fretta e cacciarmi il mio già misero pranzo in bocca a grandi bocconi perchè il treno parte alle 13,22 e puntualmente il treno che deve arrivare da Centrale (io sto a Lambrate, tempo di percorenza sei minuti) giunge con almeno dieci minuti di ritardo, l'altro giorno era annunciato con 40. E non posso concedermi cinque minuti in più per mangiare perchè so benissimo che con la fortuna che ho, la volta che decido di arrivare in ritardo io alla stazione sarà quello stornzo del treno che arriverà in orario, neanche fosse un cazzo di svizzero cioccolataio (non me ne vogliano gli eventuali svizzeri utenti di questo scritto). Per non parlare del nuovo orario che da un mese a questa parte è entrato in vigore. Quest'estate per tornare a Milano da Lodi c'erano tre treni nel giro di mezz'ora, uno alle 18,59; uno alle 19,15 e uno alle 19,29. Ora, dal 12 dicembre, ce n'è solamente uno ogni ora, della serie che se perdo quello delle 19,13 sono fottuto e mi tocca tornare a casa dopo le nove. L'unica consolazione che ho è che con questo andazzo anche se esco dalla redazione un minuto prima che il treno arrivi (ci metto dieci minuti a piedi per andare alla stazione) so che il treno lo prendo, tanto è in ritardo. Ma quello che fa più impressione è che i treni che mi riportano a Milano non arrivano da Reggio Calabria, (cazzo un rittardo di dieci minuti su un viaggio di più di dodici ore è accettabile) Pescara, Ancona e neanche da Bologna, ma da Parma o peggio ancora da Mantova, che è a mezz'ora da qui. Ma credo che il culmine, e qui si conclude questa mia analisi, lo si è toccato lunedì mattina quando per compiere il tragitto Milano-Lodi (tempo stimato da orario Fs 21 minuti) l'amatissimo trano locale 2279 c'ha messo la bellezza di quaranta minuti, il doppio cazzo.
Litfiba_El diablo
martedì, gennaio 17, 2006
è successa una cosa abbastanza peso nel mio giornale. stamattina è morto un collega di Milano. Era in macchina, infarto fulminante, deceduto prima di arrivare in ospedale. Ora...posto che io non lo conoscevo, ma comunque mi dispiace, non fa mai piacere se una persona muore (a meno che non sia materazzi o bush), quest'episodio mi fa tornare alla mente quello che mi successe un anno e mezo fa quando allegramente ero in vacanza a cuba. Ero in vacanza con u gruppo e avevamo a disposizione un piccolo pulmino con tanto di autista. Dopo una settimana di viaggio, così come niente fosse mentre stava giudando lungo la carretera central siè sentito poco bene, ha accostato sul ciglio dell strada e gli è preso un infarto. Morto, occhi ribaltati all'indietro, lingua fuori dalla bocca e zero battito cardiaco o respiro. Lo abbiamo di corsa portato al paese vicino che avevamo appena sorpassato, ma non c'è stato niente da fare. è stata la prima, e fortunatamente fino ad ora unica voplta che mi è capitato di vedere un uomo morire. Me lo ricordo come un momento strano, c'era gente che è subito scoppiata a piangere, altri che tentavano di rianimarlo e anche mentre urlavamo fuori dal finestrino di lascirci passare sventolando una maglietta bianca, sembrava di stare veramente in un film, in una di quelle scene al rallentatore e con le voci ovattate. Uno dei pensieri che ho fatto una volta a mente lucida e che grazie a dio nessuno durante il viaggio aveva pensao di cantere la seguente canzone: "Se facciamo un incidente nuore solo il condicente, l'incidente non c'è stato il conducente va ammazzato". Grazie a dio nessuno l'ha cantata se no figurarsi i rimorsi di coscenza.
Ludovico Einuadi_Melodia africana
lunedì, gennaio 16, 2006
WEEK-END ALCOLICO E SOPORIFERO
Fine settimana soporifero e sonnolento. Dopo aver lavorato tutto il sabato e dopo essere tornato a casa con ore e ore di ritardo, dato che i piacevoli tifosi del Catania calcio avevano bolccato la linea ferroviaria Milano- Bologna, la serata di sabato è passata in macchina per le vie della Milano nord-est in cerca di un locale dove poter bere una birra in santa pace che non fosse srabordante di milanesi in cerca di un riparo del freddo. all'alba di mezzanotte e trentacinque troviamo un posto che si adatta alla quindicina di persone che eravamo e per festeggiare ordiniamo un doppio giro di Tennet's super. Si sparano cazzate e commenti di un notevole livello di gruzzura come da molto tempo non capitava e si rincasa verso le tre e mezza dopo che finalmente qualcuno era riuscito, o in questo caso riuscita, a darmi un po' di conforto sulle note vicende che da qualche tempo attanagliano la mia vita. Il risveglio, la mattina successiva, è avvenuto circa alle dodici e zero sette in un'atmosfera irrale che avvolgeva la casa del sottoscritto: mio fratello cazzaggiava alla playstation e i miei genitori erano entrambi fuori per motivi vari a me tutt'ora sconosciuti. La prima parola è fuori uscita dalla mia bocca verso l'una e tre quarti, al momento di dover mangiare qualcosa, quando sono stato incaricato di dover cucinare una succulenta carbonara. L'impresa di cominaciare a studiare per l'esame di sotria economica si è rivelata ardua, al limite dell'impossibile data la concomitanza dell'attività che mio padre e mio fratello stavano svolgendo in camera da letto: costruire il nuovo letto comprato giorni prima all'ikea. La giornata continua, in un continuo di suoni ovattati, con la tradizionale cena di metà gennaio a base di cassoeula, che per chi non lo sapesse è un piatto tipico lombrado a base di carne di maiale (dalle costine alla cotenna, o cotica che dir si voglia) e verza, il tutto accompagnato dalla polenta. Non proprio un piatto di riso in bianco. Con il corpo appesantito, mi sono pentito di aver fatto il bis, salgo in sella alla mia panda rossa con lo stereo e mi dirigo al Sud, locale di tradizionali ritrovi. In codesto luogo nell'arco di due ore mi sgolo due birre weis medie e un bicchiere di porto, rosicchiando mais tostato e rimediando una sonora sconfitta (25-7) in una disastrosa partita a scopone scientifico. Rinetro a casa alle due e mi immergo immediatamente inuna delle fasi rem più profonde degli ultimi anni, dalla quale mi desto solo questa mattina alle ore dodici e quranta quattro giusto in tempo per levarmi dalla bocca, con un accurato lavaggio a base di dentifricio alla menta forte, la fiatella di topi morti, infilarmi camicia e pantaloni, inforcare la mia arrugginita bicicletta e andare a prendere il treno, per poi scoprire che il treno solito è stato sospeso e che quindi mi tocca apsettare un ora quello successivo.
Lou Reed_A perfect day
sabato, gennaio 14, 2006
è così grave non arrivare alla fine di un'esperienza? bisogna sentirsi delle merde se si ammettono i propri limiti, dopo che a lungo ci si era convinti di potercela fare? si rischia qualcosa a chiedere aiuto o consiglio a qualcuno? ne vale veramente la pena di stringere il culo per un altro mese, che poi tanto da fine febbraio al 26 aprile ci si arriva in un attimo? ce la farò a stringere il culo abbastanza da riuscire a fare tutto quello che mi tocca? sarò in grado di resistere alla tentazione di mandare tutto questo a cagare? Ma soprattutto riscirò a resistere fino a fine mese quando mi pageranno e potrò così comprarmi la Canon EOS 350 D che sognò da un po' di tempo a questa parte (cazzo quanto voglio quella fotocamera)? Non lo so, ma questi pensieri mi accompagneranno per tutta la domenica in attesa di tornare qui lunedì all'ora di pranzo.
Ligabue_Ho messo via
venerdì, gennaio 13, 2006
Riunione di redazione in conferenza telefonica da parte del Comitato di redazione (il sindacato interno al giornale) che doveva informare tutti i colleghi su alcune nuove scelte prese dalla direzione dell'azienda. I toni all'inizio erano molto pacati, le persone parlavano una alla volta, ringraziavano alla fine dell'intervento per la pazienza. Dopo un po' gli animi si sono scaldati improvvisamente e in questo momento c' è un sacco di gente che si vaffanculeggia via cornetta e non si capisce più un cazzo di niente. Fantastico.
Vasco Rossi_Asilo repubblic
giovedì, gennaio 12, 2006
APOLOGIA DI HARRY POTTER
Questo è un post di risposta a quello pubblicato su personalitaconfusa.splinder.com, blog frequentatissimo e commentatissimo celebrato recentemente anche su un articolo del Corriere della Sera, dove in una lettera a Harry Potter lo scrittore del suddetto blog si scagliava contro il più grande fenomeno editoriale degli ultimi anni. Io da ventiduenne lo leggo, ho letto tutti e sei i libri che sono usciti fino ad ora, e dirò di più l'ultimo (HP e il principe mezzosangue) l'ho comprato con due giorni di anticipo rispetto a tutti gli altri e l'ho finito di leggere che doveva ancora uscire nelle librerie (aver lavorato in una libreria ha i suoi vantaggi su certe cose). Scrivo questo post per sfatare alcune convinzioni che il maghetto si porta dietro: non è un secchione, a scuola non va affatto bene (e ci mancherebbe pure, durante un anno scolastico fa di tutto, tipo salvare il mondo, piuttosto che studiare), è uno sfigato con le ragazze (anche se nell'ultimo libro si risolleva un po'), l'unico campo dove è bravo è lo sport, molto spesso gli va di culo anche contro i nemici più cattivi e quasi sempre le sue imprese riescono solo perchè ci sono i due amici e variati altri personaggi che gli danno no una mano ma tutte quante. Chi non ha mai letto i libri non dovrebbe parlarne, chi non ne sa un cazzo quindi non affronti l'argomento. è ovvio che in una saga il protagonista, l'eroe sia il più bravo il più bello e alla fine vince, è sempre stato così. Prendiamo ad esempio Guerre stellari, quanto è sfigato Luke all'inizio del primo film, ma è ovvio che alla fine della trilogia vinca perchè si rivela il più grande jedi della storia, è ovvio che che tutto vada a finire bene per i buoni e male per i cattivi. Perchè il signor confuso non si scaglkia anche contro quelòla trilogia, è la stessa cosa più o meno siamo sullo stesso livello di fiaba. Un altro argomento che tiene banco riguarda la figura dell'autrice della saga: J.K.Rowling. La signora è la donna più ricca d'Inghilterra, anche più di sua maestà la regina Elisabetta. è inutile che ci si accanisca contro di lei perchè ha fatto i soldi scrivendo favole per bambini, è il sogno di ogni scrittore diventare straricco dove aver pubblicato un libro,e sfida chiunque a sostenere il contrario. La signora ha una fervida immaginazione e poi alla fine scrive anche bene. Mi ricordo quando uscì il primo libro della serie (HP e la pietra filosofale) che la mia prof di lettere (ero in quarta liceo) entrò in classe brandendo il ibro nella manosinistra dicendo: "Leggete questo libro, è splendido". Io ero scettico tanto è vero che sono mi sono cagato Harry Potter fino a quando non ho visto il primo film, poi mi sono incuriosito sotto l'influsso del mio fratellino,e mi sono letto praticamnet di filata tutti i libri, aspettando con una relativa ansia quest'ultimo volume che non delude (pensavo che sarebbe stato un po' pacco essendo il penultimo in programma, quindi poteva rivelarsi un misero antipasto della conclusione). Quindi signor confuso le suggerisco di leggere almeno un libro, può iniziare dl terzo visto che i primi due possono anche essere saltati. Non foss'altro per onestà intellettuale.
Queen_A kind of magic
mercoledì, gennaio 11, 2006
Porco dio sono ancora al lavoro a quest'ora e ho perso il treno delle 19.15. Mi tocca aspettare un'ora prima che ne passi un'altro per Milano Vaffanculo vaffanculo vaffanculo. Ho una fame che non ci vedo e non credo che mangerò qualcosa per la prossima ora e mezza.
Rage against the machine_Bullet in the head
Oggi, sette anni fa moriva Fabrizio De Andrè, il più grande cantautore e poeta italiano del Novecento. Mi manchi

Fabrizio De Andrè_Anime salve
lunedì, gennaio 09, 2006
Per la seconda volta nella mia vita ho visto un film tratto da un libro che è, a mio parere, più bello del libro: il primo caso è il te nel deserto, dove il film di bertolucci è molto più bello del romanzo da cui è tratto che è scritto prorpio male, non tanto la storia che è quella anche nel film, è proprio scritto male, o forse è colpa della traduzione, va beh! Le cronache di narnia, il leone , le strega e l'armadio non è un capolavoro, è un buon film con dei buoni effetti speciali, anche se non fantasmagorici (King kong è un'altra cosa), ma in confronto al libro è molto meglio. Il romanzo, o meglio i racconto da cui è tratto il film, è sbrigativo, scritto troppo con il linguaggio per bimbi e i personaggi non sono approfonditi. La battaglia finale, che nel libro arriva praticamente senza accorgersene e viene raccontata con venti parole (si attaccano, stanno perdendo, vincono) nel film è girata bene, angosciante al punto giusto e cruenta. L'unica cosa brutta, ma veramnete pessima di questo film è a voce che nella versione italiana ha Aslan, il leone buono (tra l'altro nel film grazie a Dio non è così palese che si tratta di una trasposizione di Gesù cristo come nel libro). é stato scelto Omar Sharif, mentre nella versione in inglese ha la voce di Liam Neason. Ma cazzo non potevate farlo doppiare al solito doppiatore di Liam Neason, dovevate proprio scelgliere un attore neanche italiano, cazzo. Poi la cosa è comica perchè ad un certo punto il leone nomina "flagello dei lupi" uno dei personaggi elo dice come abatantuono in attila si definiva Flagello di dio, cioè scritto come lo pronuncia "Flaggggelo dei lupi". e poi non si conclude come nel libro, quindi aspettiamoci dei sequel con gli stessi personaggi.
Enya_May it be
giovedì, gennaio 05, 2006
Sono ancora vivo. Sfortunatamente non è stato doloroso. Sempra un'affermazione fatta da un sado masochista ma non lo è. ieri come avevo annunciato abbiamo fatto il collaudo della mini moto, meglio loavremmo dovuto farlo. Il motore è anche partito con un gran rpmbo e una sacco di fumo bianco denso che usciva dal tubo di scappamento, ma la rombante giallona si è poi immediatamnete spenta. Siamo anche riusciti a farla avviare per una seconda miracolosa volta, am si è di nuovo spenta. Poi si è ingolfata. L'abbiamo lasciata irposare per sgolfarsi, ma dato il feddo unido tremendo che c'era davanti al cimitero, il motore si è raffreddato e poi non ha voluto saperne di rapartire. Pazienza, vrei voluto tanto farmi male.
Pearl jam_Alive
mercoledì, gennaio 04, 2006
Stasera mi faccio male. Non è un annuncio di auto lesionismo dovuto alla mia deprimente situzione lavorativa, bensì il dolore sarà la conseguenza naturale di ciò che mi accadrà tra poche ore quando con il mio fido compare Niccolò andrò al parcheggio del cimitero lambrate a provare la rombante minimoto che abbiamo acquistato in comproprietà al Motor show. Sarà divertente e, sopratutto dato che è la prima volta che salgo su un trabiccolo del genere, sarà molto doloroso. Seguiranno notizie.
Smashing pumpkins_Zero
martedì, gennaio 03, 2006
Ho razionalemnete affrontato la questione nella mia testa e, anche grazie ai consigli di un amico, sono arrivato alla conclusione che devo essere più cinico, più egoista e sbattermene il cazzo se con alcune mie decisioni provoco il risentimento di qualcun altro, soprattutto se non sono persone a cui tengo particolarmente e che se mi mandano a fare in culo chi se ne frega.
Chemical Brothers_Believe
lunedì, gennaio 02, 2006
Finalmente è finita l'agonia di questo 2005. In realtà è finito solo sui calendari perchè il mio 2005 continuerà fino alla lontana data del 26 di aprile, giorno in cui si concluderà il mio stage a Lodi. Se consideriamo che quest'anno è cominciato per me il 14 aprile, quando sono tornato dal messico, è stato proprio un anno di merda, e non lo dico per compatirmi ma è stato proprio un anno di merda in cui tutti dicevano come sei fortunato a fare quello che fai alla tua età. Ma andate a fare in culo, io non voglio fare l'impiegato a 22 anni cazzo! Probabilmente neanche a 30, 40 50. Ma a 22 anni non se ne parla neanche porco dio, e non mi venite a dire che essere inseriti nel mondo del lavoro alla mia età è una figata perchè prima si inizia meglio è perchè se è questo il mondo del lavoro che mi sono scelto io penso che non farò questo cazzo di lavoro, avrò avuto anche una visione romantica del giornalismo, ma io di lavorare otto dieci ore al giorno davanti a un computer come se fossi un'impiegato di banca o del Comune non ne ho voglia ne ora ne mai.
U2_Bullet in the blue sky
navighiamo su fragili vascelli