HOUSE OF RISING SUN

mercoledì, novembre 30, 2005

Anche se cazzo mi sono accorto di averne lasciati indietro un sacco: quello di Roger Waters, uno dei sei dei Subsonica, gli Audioslave, i Chemical Brothers, Carmen Consoli, Patti Smith...ma forse decidere solo per cinque tra 42 era un po' difficile  e per forza di cose qualcosa rimane fuori

Pink Floyd_Comfortably numb

So che è una cosa stupida, ma spesso si fa di fare una classifica di una categoria di cose fatte o altro (Cazzo Nick Hornby ci ha scritto il suo libro più bello partendo da un'idea del genere). Io ho deciso di fare una classifica dei concerti più belli a cui sono stato, pescando tra i 42 a cui sono stato dal settembre 1996 ad adesso. (una media di 4,5 concerti ogni anno, minchia quanti soldi che ci ho speso):

1-U2_Stadio Meazza in Sansiro Milano 2005

2-Smashing pumpkins_Palavobis (sichiamava ancora così) Milano 2000 (Ultimo loro concerto prima che si sgliogliessero)

3-Vasco Rossi_Stadio Meazza in Sansiro Milano 2004 (l'anno prima non c'ero potuto andare)

4-Quenns of the stone age_Transilvania live Milano 2005

5-Luciano Ligabue_Filaforum Milano 1996 (il mio primo concerto)

U2_All I want is you

 

martedì, novembre 29, 2005

Sono seduto da solo in un luogo deserto dirigendo l'orchestra dei miei pensieri

Piero Pelù_Pugni chiusi

lunedì, novembre 28, 2005

Ecco la nostra strada era più o meno come questa

Creedence clearwater revival_Proud mary

Da Good night, and good luck:

"Quello che sto per dire a molti non piacerà. Quando il discorso sarà terminato, alcune persone potranno accusare questo reporter di sputare nel piatto in cui mangia, e la vostra organizzazione potrà essere accusata di aver dato ospitalità ad idee eretiche ed addirittura pericolose. Ma la struttura articolata di network, agenzie di pubblicità e sponsor non subirà scossoni, né sarà alterata. È mio desiderio e mio dovere parlare apertamente a tutti voi di ciò che sta accadendo alla radio e alla televisione, e se quello che dico è irresponsabile, allora io solo sono da ritenere responsabile. La nostra storia sarà quella che noi vogliamo che sia. E se tra 50 o 100 anni degli storici vedranno le registrazioni settimanali di tutti e tre i nostri network, si ritroveranno di fronte a immagini in bianco e nero, o a colori, prova della decadenza, della vacuità e dell'isolamento dalla realtà del mondo in cui viviamo. Al momento attuale siamo tutti grassi, benestanti, compiaciuti e compiacenti. C'è un'allergia insita in noi alle notizie spiacevoli e disturbanti, e i nostri mass media riflettono questa tendenza. Ma se non decidiamo di scrollarci di dosso l'abbondanza, non riconosciamo che la televisione soprattutto viene utilizzata per distrarci, ingannarci, divertirci ed isolarci, chi la finanzia, chi la guarda e chi ci lavora si renderà conto di questa realtà quando oramai sarà troppo tardi per rimediare. Se continueremo così, la storia prima o poi si vendicherà, e il castigo non impiegherà molto ad arrivare. Una volta tanto elogiamo l'importanza delle idee e dell'informazione. Sognamo anche che una qualche domenica sera lo spazio occupato normalmente da Ed Sullivan sia occupato da un'attento sondaggio sullo stato dell'istruzione in America, e che una o due settimane dopo lo spazio occupato normalmente da Steve Allen sia dedicato ad uno studio approfondito della politica americana in Medio Oriente. Forse l'immagine dei rispettivi sponsor ne risulterebbe danneggiata? Forse i loro azionisti si infurierebbero e si lamenterebbero? Che cosa potrebbe succedere, oltre al fatto che qualche milione di persone sarebbe più informato su argomenti che possono determinare il futuro di questo paese e di conseguenza anche il futuro di queste aziende? A coloro che dicono “la gente non starebbe a guardare, non sarebbe interessata, è troppo compiaciuta, indifferente e isolata”, io posso solo rispondere: “ci sono, secondo la mia opinione, delle prove inconfutabili contro questa tesi”. Ma anche se avessero ragione, cosa avrebbero da perdere? Perché se avessero ragione e questo strumento non servisse a nulla se non a intrattenere, divertire e isolare, i suoi effetti positivi si starebbero dissolvendo e presto la nostra battaglia sarebbe perduta. Questo strumento può insegnare, può illuminare, si, può anche essere fonte di ispirazione. Ma può farlo solo ed esclusivamente se l'essere umano deciderà di utilizzarlo per questi scopi. Altrimenti non è che un'ammasso di fili elettrici e valvole in una scatola".

Rage against the machine_Killing in the name

Siamo in macchina, io e cri davanti, le due ragazze il ragazzo messicano dietro. i finestrini abbassati per il gran caldo e perchè la macchina della principessa, questo il nome di una delle due non ha l'aria condizionata. Cri guida. Io intanto guardo dal finestrino e penso a me stesso in terza persona, mi succede spesso come se fossi il protagonista di un film o di un libro. Stiamo viaggindo insieme a delle persone conosciute solo qualche ora prima in ostello, mentre ci dondolavamo su un'amaca, guidando una macchina non nostra di cui abbiamo preso il più totale controllo e ci stiamo dirigendo lungo una strada completamente dirtta verso delle antiche rovine. Sembra veramente una scena da film. una compagnia improvvisata come quelle che si leggono sui libri, un paeasaggio da film con la musica che risuona alta sopra il rumore dell'aria che entra dai finestrini. Michia che nostalgia il Messico!

Creedence clearwater revival_Have you ever seen the rain

sabato, novembre 26, 2005

Adoro Milano sotto la neve. Io che odio profondamente la mia città, una città di merda, cambio rapidamente opinione su di essa nel momento in cui mi alzo dal letto la mattina, o per meglio dire a mezzogiorno, e me la ritrovo coperta di una patina bianca, con i fiocchi che continuano a cadere uno dopo l'altro. E sorrido in attesa della tremenda battaglia a palle di neve che mi aspetta questa sera.

Rolling stone_Don't stop

mercoledì, novembre 23, 2005

Mi è appena arrivata la notizia che venerdì sera mi tocca presenziare ad un raduno di compagni delle medie. Mi hanno incastrato. Confidavo che non sarebbero mai riusciti ad organizzare e quindi avevo dato la mia disponibilità. Alla fine ci sono riusciti e quindi mi tocca cazzo!!! La cosa è così: tutto questo è stato messo in piedi per rivedere tre compagne che voci dicono essere idventate delle zoccole e quindi tutto è stato fatto con la speranza che si finisca a tarllucci e vino (e visto che si va a mangiare in un'enoteca siamo già a buon punto). Io non ci credo ma neanche se succede, anche perchè nella mia testa loro (e io nella loro testa rispettivamente) saranno sempre le bambinette di prima media. Vi raconterò...Non ho voglia, ma proprio zero.

Pearl jam_Daughter

martedì, novembre 22, 2005

Odio chi si lamenta senza far nulla per rimediare. ma odio ancora di più chi si lamenta quando non c'è nulla di cui lamentarsi, odio chi dice una cosa e poi ne fa un'altra, odio chi non fa un cazzo e chi crede di poter fare tutto. Odio me stesso per essermi messo in questa situazione del cazzo e perchè fino al 26 di aprile non posso tirarmene fuori se non mandando a puttane la più grossa occasie che fino a quà mi è capitata e chissà se me necapiterà un'altra Cazzo.

Temple of the dog_Say hallo to heaven

Se in Italia deciderà uno solo, meglio, eviterò di decidere. Se chi deciderà sarà autoritario e foete, meglio; potrò continuare a essere debole senza sentirmi in colpa. Se la mia libertà persoanle srtà ridotta, meglio; la  libertà mi pesa  e fa paura. Se sarà una dittatura, meglio; purchè non si sappia e sia invisibile. Se i dissidenti saranno mandati al confine, peggio per loro, se la sono cercata. Se molti finiranno inguistamente in carcere senza rpocesso: nessuna rivoluzione è incolore. Se la libertà di stampa sarà sopresso, non ha impotanza io non leggo. Se i testi scolastici verranno manipolati, distorti e riscirtta la Storia come LUI la vede: fianlmente, sarà tutto più chiaro. Se gli extracomunitari sranno espuldi dal Paese o rinchiusi nei lager di Stato:potevano pensarci prima e rimanersene a casa loro. Se l'esercito sarà inviato alla conquista di terre da colonizzare: gli faremo strade, acquedotti e chiese. Se si promulgheranno nuove leggi razziali: tanto gli ebrei ci sono abituati. Se dalla televisione verranno aboliti domenica in, Affari tuoi, il grande fratello, striscia, il festival di sanremo, la De filippi... E no cazzo , questo no. Scendiamo tutti in piazza a protestare fratelli!!!

Jack Folla amico mio quanto c'avevi ragione.e quanto mi manchi cazzo!

Vasco Rossi_Gli spari sopra

lunedì, novembre 21, 2005

Io sono colui che leggete in una pagina bianca

io sono colui che vive su uno schermo  bianco

io sono colui che recita in un teatro vuoto

io sono colui che cammina in una strada deserta

io sono colui che corre in una pista di nulla

io sono colui che vive dove non c'è nulla

e che sempre vivrà così

Depeche mode_Dream on

Eccoci qua a iniziare un'altra fottutissima settimana di lavoro. Il freddo mi ha attanagliato per tutto il week-end, entrandomi dai piedi, e poi  su per le gambe, gli stinchi, mi ha bloccato le ginocchia impedendomi quasi di camminare, non dico di giudare la mia panda rossa fiammante, mi ha completamente anestetizzato il culo, si è poi sparso per tutto il torace, lasciandomi quasi senza fiato in alcuni momenti, si è preso anche le mie povere e magre braccia fino all'estremità delle dita. Ha attaccato infine il collo impedendone qualsiasi movimento e lasciando la testa in un totale isolamento fisico e alla fine dopo una straziante lotta all'ultimo lembo di energia ha preso possesso anche di essa in tutte le sue parti esterne ed interne. La morte viene dal freddo. E' stato un  grande sollievo essere usciti questa mattina e, nonostante facesso un freddo porco peggio di ieri, constatare che ero vivo e con il sole che mi batteva caldo sulla faccia in attesa del mio treno alla stazione.

Roger Waters_Perfect sense part II

sabato, novembre 19, 2005

Buon week-end a tutti ci vediamo (?) lunedì pomeriggio

Vorrei che lo leggeste e commentaste per favore grazie (in questo post niente canzone, ce ne sono già nel racconto come colonna sonora)

 

Il suono insistentemente fastidioso della sveglia gli fece aprire gli occhi facendogli interrompere quello che, probabilmente, era uno dei più bei sogni che avesse mai fatto. Si era sempre chiesto come quelli che andavano dall'analista facessero a ricordarsi perfettamente i sogni, quando lui invece un momento dopo che si era svegliato e pensava a ciò che aveva visto nel sonno, non riusciva a cavare un ragno dal buco.
La sveglia digitale, che sul comodino si trovava a fianco ad una antologia di poesie di Rimbaud e a Tropico del cancro di Henry Miller, segnava le 7,22. I suoi genitori avevano già finito di fare colazione e si stavano vestendo. Sarebbero usciti da lì a poco: suo padre si sarebbe diretto verso Cernusco sul Naviglio, dove lavorava in una ditta di grafica (sappiate che la maggior parte delle confezioni di medicinali che vedete e che comprate sono fatte dal padre del nostro eroe). C'erano molte cose per cui gli era grato, ma sicuramente quella più importante per lui era l'avergli trasmesso l'amore per il cinema.
Sua madre era una psichiatra di fama nazionale ed europea, che dirigeva con successo un centro di riabilitazione all'avanguardia per il recupero di persone schizofreniche o con manie di persecuzione.
In giornate normali sarebbe rimasto a letto a crogiolarsi in quella piacevole sensazione di torpore mattutino che si ha appena svegli; ma quella non era una giornata normale, non una come tutte le altre. Era infatti il primo di luglio. Era il giorno della prova orale dell'esame di maturità. Era il giorno in cui si sarebbe finalmente sentito libero da compiti e interrogazioni. Il giorno dopo il quale avrebbe potuto fare quello che desiderava fare da più o meno cinque anni, da quando cioè era entrato per la prima volta in quel malefico edificio in via Benedetto Marcello 7, il Liceo Scientifico Statale Alessandro Volta: mandare letteralmente a fare in culo tutti i suoi professori, anche, anzi soprattutto quella di educazione fisica. Non si era pentito tanto del fatto di aver scelto quel liceo invece di qualche altro, ma piuttosto dell'essersi iscritto alla classe sperimentale bilingue inglese-tedesco e aver esultato quando aveva ricevuto la notizia di essere stato accettato. Con il più classico dei senno di poi non avrebbe mai ripetuto una scelta del genere.
La giornata non prometteva bene. Nonostante l'estate fosse iniziata già da un paio di settimane il cielo era coperto e inoltre i suoi genitori distrattamente avevano sbagliato incoraggiamento. Gli avevano detto: ”Tanti auguri e mi raccomando pensa cinque secondi prima di rispondere”. E si sa che in casi come questi é meglio finire in bocca al lupo...
Appena alzatosi dal letto, fregandosene che fossero solo le sette e mezza di una mattina d'estate, che magari i suoi vicini stessero ancora dormendo, ma soprattutto non curante del fatto che suo fratello minore fosse ancora a letto visto che per lui la scuola era finita il sette di giugno (ma se vogliamo quella era una piccola vendetta che si prendeva con lui e con tutti), accese lo stereo e subito fece risuonare in tutta la casa una canzone degli Smashing Pumpkins, ad un volume così alto che non gli permetteva di sentire le grida del fratellino che lo malediceva con insulti che non erano certo adatti ad un bambino di tredici anni.
Today is the greatest day”.
Il suo desiderio più grande era quello di presentarsi davanti alla commissione con la camicia che alcuni compagni di classe gli avevano regalato l'anno prima per il suo diciottesimo compleanno. Era una delle camicie più stravaganti che avesse mai visto: nera con delle decorazioni colorate di giallo, arancione e rosso che erano un misto tra fiori e dei soli con i sfavillanti raggi.
Quando sua madre l'aveva saputo gli aveva urlato dietro l'ira di dio, dandogli dello stupido, dell'incosciente e dell'esibizionista. C'era stato un violento scontro durato per settimane, ma alla fine erano arrivati al compromesso che durante l'esame avrebbe indossato una semplice ed elegante polo, ma che, subito dopo che il presidente di commissione avrebbe pronunciato le fatidiche parole: ”Basta così, lei può andare”, avrebbe tirato fuori dallo zaino la camicia, l'avrebbe indossata e avrebbe stretto la mano ai suoi professori. Era un compromesso più che accettabile.
Così preparò lo zaino con tutti i libri di testo, la tesina, le fotocopie per i professori e il presidente di commissione, Tropico del cancro, che avrebbe letto nell'attesa per rilassarsi, e naturalmente la camicia.
Nel frattempo, indifferente alle richieste di silenzio di suo fratello, aveva cambiato disco e aveva messo su la canzone dei Rolling Stones Jampin' Jack Flash che gli aveva sempre dato una certa carica, e chi conosce quella canzone può capire perché.
Il mezzo litro di caffè-latte che si era preparato per colazione e i sei etti di frollini che si era brutalmente e avidamente mangiato non sembravano avergli fatto effetto. Sperava solo che la quantità non gli facesse fare, proprio mentre rispondeva al presidente in merito alla reazione termo-nucleare nelle stelle, uno di quei rutti digestivi che si fanno con i propri amici. Si erano ormai fatte le otto meno dieci. Decise di uscire anche se il suo esame sarebbe cominciato solo verso le dieci, perché voleva andare a prendersi un altro caffè al bar Sorriso e rileggersi al parco la sua tesina sul viaggio iniziatico.
Ma soprattutto voleva riprendersi un po' dopo che stupidamente la sera prima aveva festeggiato fino a tardi la vittoria dell'Italia ai mondiali di calcio (tre a due con l'Argentina con reti prima di Crespo e Lopez e poi la straordinaria rimonta degli azzurri grazie ai gol di Inzaghi, Montella e di Maldini), ma d'altronde se si chiama “maturità” ci sarà un motivo. Aveva sempre avuto una strana capacità: riuscire a trovare la canzone adatta per ogni situazione particolare. Anche in questo si vedeva l'eredità di suo padre, grande intenditore di musica oltre che di cinema.
Ai giardini pubblici si era portato dietro il lettore CD con dentro il primo spettacolare disco dei Doors; si era disteso sull'erba con la pancia rivolta verso il sole che timidamente sbucava dalle nuvole di smog e, con le cuffie nelle orecchie, stava ascoltando le bellissime parole di Jim Morrison: ”This is the end, beautiful friend”. Dopo che si fu ascoltato tutti e undici, quasi dodici, i minuti della canzone, passò a Light my fire, salì sulla sua vecchia bicicletta e andò incontro al suo destino.
Pensava che quell'anno Milano non sembrava la stessa del luglio prima.
Ci fu un momento in cui il nostro futuro maturato rimase folgorato da quello che vide. Si trovava all'inizio di corso Buenos Aires, all'altezza di quell'edicola famosa per essere in città la più fornita di giornali porno. All'improvviso il cielo si aprì come il mar Rosso al passaggio degli ebrei; il corso fu inondato da un fiume di luce e lui riuscì a vedere fino alle montagne laggiù in fondo. Ma dietro di lui, dato che si era fermato in mezzo alla strada, si era formata una colonna di macchine e stava venendo coperto con i peggiori insulti. Fu costretto a ripartire e a lasciare la sua visione.
Suonò il campanello della scuola, ma dovette aspettare qualche minuto prima che Franco, il “gobbo di Notre-Dame” del Volta, venisse ad aprire. Si diresse verso l'ala più lontana dell'edificio dove c'erano le aule per gli orali e appena arrivato in corridoio vide che ad aspettarlo per vedere la sua performance c'erano molti sui compagni di classe, amici anche di quarta o di terza, ma subito notò che lei non c'era.
Andò verso l'ultima classe in fondo dove lo stavano aspettando: tutti erano lì per lui dato che era il primo della sua classe e il primo della scuola, forse anche il primo di Milano.
Entrò, salutò i professori e il presidente, sistemò lo zaino con i libri vicino alla sedia e infine si sedette.
Silenzio. Nella stanza non volava una mosca. Nonostante che le finestre fossero aperte fuori non passava una macchina e caso strano volle che non ne passò una per tutta la durata dell'esame. Ci fu qualche secondo di imbarazzo, quindi il presidente disse: ”Bene, possiamo cominciare. Inizi pure con la sua tesina”. La sua mente in quel momento era sgombra da qualsiasi conoscenza scolastica, non si ricordava più niente, stava ancora pensando a lei. Solo quando consegnò la scaletta del suo discorso ai membri della commissione si ricordò che cazzo ci faceva lì e di che cosa doveva parlare.
Dopo quel blocco momentaneo incominciò a parlare con una scorrevolezza che non si riconosceva, era abbastanza calmo, si sentiva sicuro di sé e stava effettivamente andando alla grande. Tutti i professori, anche quelli non coinvolti nella tesina si mostravano interessati, dei suoi compagni dietro di lui alcuni sorridevano (quelli che già lo avevano sentito esporre l'argomento), altri rimasero sgomenti dalla sua esposizione.
Ma poi qualcosa cambiò! La coordinatrice di classe, quella stronza che insegna storia e filosofia, disse: ”Se il presidente é d'accordo, direi che con il percorso orale ci fermiamo qua e che possiamo incominciare con le interrogazioni materia per materia”. Dato che la tesina non comprendeva argomenti scientifici, fu la prof. di fisica ad iniziare con le domande chiedendogli di parlare del campo magnetico. Dopo fu la volta del presidente che, essendo un insegnante di scienze, gli chiese di parlare dei vari tipi di rocce e della loro composizione chimica. L'unica che fece delle domande connesse in qualche modo con il viaggio iniziatico fu quella di italiano e latino. Ci furono due momenti durante l'esame in cui il nostro eroe sembrò crollare: il primo quando esitò un po' ad una domanda di filosofia sulla concezione della vita nell'idealismo e in particolare in Hegel, il secondo quando il prof. di inglese, ma in quel caso di tutte e due le lingue, gli chiese di analizzare una poesia di un scrittore tedesco sconosciuto che però apparteneva al romanticismo. Ma alla fine se la cavò bene anche in questi due casi. Poi, verso la fine, sempre l'insegnante di inglese incominciò una domanda in questo modo: ”So, do you...” e fece una pausa. In quel momento il nostro eroe si mise a cantare, nella sua testa ovviamente, una delle più famose canzoni dei Pink Floyd: Wish You Were Here. “So, do you think you can tell? Heaven from hell”.
Questo aveva in mente mentre il prof. gli chiedeva di esporre brevemente le concezione della storia di Yeats, e fu quindi costretto a chiedere, per altro in un inglese perfetto, se era possibile risentire la domanda.

Al lavoro anche di sabato cazzo! E fuori è una splendida giornata vaffanculo.

Screaming trees_Alice said

venerdì, novembre 18, 2005

MI sento uno stronzo. Mi sento uno stronzo perchè sto facendo il lavoro che vorrei poi fare nella vita, ho un'opportunità della madonna (almeno a detta di tutti) e mi sto rompendo il coglioni. Mi sento uno stronzo perchè sono nell'età universitaria, faccio l'università ma non la frequento, non vado a lezione, non posso fare il cazzone in biblioteca e fumarmi le canne in chiostro e poi mangiare voracemente, preso da una chimica devastante e feroce, un mega panino al bar ateneo. Mi sto perdendo la parte bella dell'università e mi rimane solo la parte più stronza fare gli esami. Mi sento uno stronzo perchè ogni giorno mi tocca prendere un treno e  venire fino a Lodi per fare quello che mi dovrebbe piacere e che invece non mi piace. A Lodi non succede un cazzo.

U2_Running to stand still

Smashing pumpkins_Porcellina

 

 

Allora...cominciamo con lo sfogo. Non avete idea di quanto mi stanno sul cazzo quei blog di ragazzine dark che non fanno altro che dire quanto il mondo faccia schifo e qua e là, adesso perchè fa figo la moda dark da emerginati nella società e tutto quanto bisogna per forza fare le vittime di merda che ce le hanno tutte loro. ma vaffanculo.

Queen of the stone age_Song for the deaf

(P.S. da ora in poi un post, una canzone. senza bisogno che ci sia un collegamento tra l'uno e l'altra, un consilgio, unsuggerimento, o forse solo la canzone che sto ascoltando mentre sto scrivendo)

giovedì, novembre 17, 2005

MARK LANEGAN

MORNING GLORY WINE

From the first time I loved
It was electrocution
Then I fell out on the down
Blind with injection
Strawberry, the way you come naked
Out here you're alone
These streets get very cold, you should know
Yeah and don't I know
Are we gonna be judged
Judged on these lonely deeds
Are we gonna cry, yeah
Are we gonna freeze
Morning glory wine
Good people don't drink it
So long alone not thinking, please
How you thrill me love
How you kill me love
Like electrocution
Monday's gone and lost her luck
Tuesday shakes and pleads
Friday comes and calls your bluff
Sunday's on her knees
That's how you'd do me love
If you knew me love
When there ain't no one to turn to
It gets hard when you're on your own
And you've lost your way home
Morning glory wine
Good people don't drink it
So long alone not thinking, please
It's how you knew me love
It's how you do me love
Like electrocution
It's like electrocution
Morning glory wine
Good people don't drink it
When you're on your own and
You lost your way home
There ain't nobody baby
Nobody to turn to
I'll be somebody
Somebody to turn to
I'll be somebody baby
Someone to turn to
When you want to get high
Morning glory wine
There ain't nobody baby
I'll be someone to turn to
I'll be somebody
You want to get high
I want to get high
I'll be somebody to turn to

martedì, novembre 15, 2005

Allora un comunicato per punti: 1- mi ero abbondantemente rotto di scrivere, ma ora mi è ritornata la voglia 2-oltre a essermi rotto qualche stornzo si era appropriato del mio username e quindi per anni  secoli millenni non mi sono potuto logare 3-ciao a tutti